Le origini

Il Piedibus venne sperimentato per la prima volta il 21 marzo 2001: una giornata in cui i bambini andarono e tornarono da scuola da soli. Non c’era ancora la parola Piedibus e, non sapendo come fare, i genitori alla Papa Giovanni lasciarono andare a scuola i figli da soli, sapendo che agli incroci c’erano altri genitori che presidiavano il percorso. Il senso era andare a scuola a piedi e in compagnia.

Questa esperienza venne ripetuta nella primavera del 2002 mentre nella primavera del 2003 il Piedibus prese la forma attuale che si diffuse poi in tutta Italia.

Quindi la data di nascita è il 21.03.2001.

Qui di seguito l’articolo del 2004 che pubblicarono i giornali:

I bambini della scuola elementare Papa Giovanni di Monterosso (Bergamo) saluteranno l’arrivo della primavera prendendo il piedibus. L’iniziativa, organizzata dal comitato dei genitori della scuola, dura tre giorni, il 17, 18 e 19 marzo 2004 e persegue un obiettivo semplice: andare a scuola a piedi è possibile, bello, utile e, se fatto in gruppo, più sicuro.

Da due anni i bambini della scuola festeggiano l’arrivo della primavera andando a scuola a piedi, ciascuno per proprio conto, mentre un nutrito gruppo di genitori, distribuiti lungo i passaggi pedonali pericolosi, ne presiede l’attraversamento. La possibilità di muoversi in modo autonomo da casa a scuola, infatti, non solo piace ai bambini ma è anche utile per la loro autonomia e la scoperta dell’ambiente esterno.

Quest’anno il comitato dei genitori ha voluto prendere spunto dai piedibus – nati qualche anno fa in Danimarca e oggi molto diffusi in Inghilterra – per permettere ai bambini di socializzare lungo il tragitto casa-scuola, di scoprire insieme ai loro amici lo spazio esterno alla casa, di vivere insomma un’esperienza unica per i bambini delle città di oggi.

A Monterosso i bambini, riuniti in sei gruppi, ciascuno contraddistinto da un colore, partiranno da altrettanti “capolinea” e raggiungeranno la scuola a piedi. Alcuni genitori, abbandonando il ruolo di “taxisti” dei propri figli, saranno gli “autisti” di questo singolare mezzo di trasporto pedonale, accompagnandoli e aiutandoli ad attraversare la strada nei punti più pericolosi. Lungo ogni tragitto ci saranno un paio di simboliche fermate per raccogliere altri bambini che, muniti ciascuno del proprio tesserino, andranno a comporre il piedibus man mano che si avvicina alla scuola. E davanti al cancello, in queste mattine, l’assenza delle auto produrrà un silenzio, rotto solo dal vociare degli alunni in arrivo e dal suono della campanella.

I percorsi sicuri da casa a scuola sono al centro dell’attenzione da circa tre anni nel quartiere di Monterosso. Come ogni scuola, infatti, anche qui al mattino e al pomeriggio per i ragazzi si riscontrano i problemi dovuti al traffico, che mettono in difficoltà l’autonomia dei bambini nel muoversi nel quartiere. La possibilità dei bambini di muoversi a piedi da soli nelle città si va sempre più riducendo a causa anche del traffico. Le difficoltà oggettive di attraversamento inducono i genitori a trasportare in auto i figli, incrementando il traffico e rendendo le strade più pericolose per quelli che preferirebbero muoversi a piedi. Si genera così un circolo vizioso che toglie ai bambini la possibilità di muoversi da soli per aggiungere i servizi di cui necessitano: scuola, parco, oratorio, biblioteca, casa degli amici, ecc.

L’iniziativa del Piedibus si muove in direzione opposta e traccia una possibilità di soluzione che, accompagnata dalla messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali e dalla riduzione della velocità delle auto nel quartiere, restituirebbe all’infanzia la possibilità di muoversi liberamente tra le case e di scoprire a poco a poco l’ambiente esterno.

E per la mattina del 19 marzo, anche i genitori dell’adiacente scuola materna di Monterosso, per festeggiare l’arrivo della primavera, saranno invitati ad accompagnare i loro figli a scuola a piedi e a salire sui piedibus.

Buon viaggio!

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